L’INCORONATA

Tavole da Palcoscenico

drammaturgia Emanuele Tirelli
con Mariangela D’Amora
musiche originali Igor De Vita
disegno luci Marco Zara
regia Iolanda Salvato

Napoli, Piazza Carità, corte di Palazzo Mastelloni.
Nella notte tra il 9 e il 10 settembre, il fantasma di Luisa Sanfelice appare in compagnia di sua madre per consumare la vendetta nei confronti di Ferdinando di Borbone. Il re, accanito contro di lei, l’ha condannata a morte rifiutandole la grazia chiesta dagli stessi reali napoletani. Incoronata madre della patria, rea di stato e fedifraga, Luisa ha salvato momentaneamente la Repubblica Napoletana del 1799 dalla congiura controrivoluzionaria dei Baccher e, per questo suo sgarro, è salita al patibolo mentre parte dei suoi amici riusciva a ottenere l’esilio. Troppo parlata, poco conosciuta, molto invidiata per la bellezza disarmante e la freschezza leggera: una donna innamorata della vita e della speranza, adesso fantasma ossessionato da Ferdinando che attende per liberarsi del tormento attraverso l’assassinio. Luisa si esprime in lingua napoletana e racconta un’esistenza profumata di fiducia, l’amore per un marito che la abbandonerà per debiti di gioco, le amicizie dissolte, la morte dell’unico uomo che abbia avuto cura di lei, la rivoluzione napoletana. L’ossessione deflagra sul palco in una più ampia e dolorosa consapevolezza. Gonfia di rancore, l’anima è cieca e preda di se stessa, inciampando in una corda sempre più spessa mentre cerca di convincersi che scioglierà tutti i suoi nodi in un colpo solo. E’ la storia della bellezza vinta da una solitudine numerosa e taciuta dal sorriso. Di una donna dibattuta e controversa. Di un periodo fondamentale per l’Italia, ma increspato da un regno ferino e da un ricordo sempre più sbiadito. E’ il racconto di una necessità. La cornice di una città meravigliosa e forte, ma anche vanitosa e, troppo spesso, capricciosa e accondiscendente. Luisa Molina Sanfelice è “L’Incoronata”. Fantasma di se stessa, solo la definitiva esplosione di collera la accompagnerà verso la liberazione dall’ossessione, mentre la comicità riuscirà spesso e volentieri a fare un sol boccone del “tragico”. Stavolta, l’incanto è quello della liberazione, dell’ascolto: è solo quando tutto è finito che tutto può iniziare davvero.

Quando: 
Venerdì, Febbraio 24, 2012 - 21:00
Sabato, Febbraio 25, 2012 - 21:00
Domenica, Febbraio 26, 2012 - 19:00
TIPO: