DICONO DI NOI > Giuseppina la cantante ovvero il popolo dei topi

RECENSIONE DI ROBERTA CACCIAPUOTI (www.attivamentenews.it)
TONI SERVILLO AL TEATRO CIVICO 14

(...) E' nudo il palcoscenico che accoglie Toni Servillo, solo una cassa in fondo alla sala, dalla quale, in vari momenti dello spettacolo, risuonerà la voce di Giuseppina, invisibile protagonista dello spettacolo. Basta la presenza, immensa, enorme e straordinaria di Servillo a riempire lo spazio teatrale. Sabato e domenica scorsi l'attore è tornato nella sua Caserta, per omaggiare i suoi colleghi del Teatro Civico 14, per dimostrare loro la sua stima e supportare il loro lavoro e la loro volontà di fare teatro a Caserta: "Sono qui perché sono vicino allo staff di questo teatro, a questi ragazzi che stanno facendo adesso quello che io ho fatto trent'anni fa", ha dichiarato l'attore a fine spettacolo. Il Teatro era pieno, sia sabato che domenica, neanche un posticino rimasto per chi avesse saputo troppo tardi dello spettacolo. Toni Servillo ha deciso di portare in scena, al Teatro Civico 14, "Giuseppina la cantante ovvero il popolo dei topi", monologo tratto dall'ultimo libro di Franz Kafka, scritto poco prima che la tubercolosi lo strappasse alla vita e pubblicato postumo. Un monologo sulla sacralità dell'arte, sulla sacralità della parola, e la grandezza espressiva dell'attore Servillo è libera di sprigionarsi in tutta la sua forza. Kafka riflette sull'arte e lo fa riflettendo sulla sua essenza inspiegabile, su quella presa incomprensibile che spinge le folle verso l'arte, di qualunque forma essa sia. (...) Al Teatro Civico 14 si annullano le distanze tra spettatori e attori, Toni Servillo recita rivolto direttamente alle persone presenti in sala, si avvicina alle prime file quasi a toccarle, raccontando la storia di Giuseppina, cercando di spiegare le motivazioni che si nascondono dietro l'inspiegabile forza dell'arte. Pause, spostamenti della voce, intonazione: tutto è perfetto nell'interpretazione di Servillo, ancor più di quanto non lo siano quando a separarci da lui c'è uno schermo. La profondità dell' indagine di Kafka è perfettamente comunicata dalla maestria della lettura di Servillo, mai interprete fu più adatto al ruolo.

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