DICONO DI NOI > Pierre e Jean
RECENSIONE DI CHRISTIAN IORIO (www.arteatro.eu)
PIERRE E JEAN: CONFLITTI LETTERATURA E TEATRO
(...) Prima tappa della stagione teatrale targata Teatro Civico 14. In scena lo spettacolo Pierre e Jean, tratto dall’omonimo romanzo di Guy de Maupassant e diretto da Rosario Sparno, per la riscrittura drammaturgica di Massimiliano Palmese. Interessante performance degli attori Carlo Caracciolo e Raffaele Ausiello alle prese con un mascheramento multiplo. Dalla spessa notte che avvolge la scena, dal silenzioso territorio d’attese che avvolge in un unico insieme palco e platea, bianche appaiono due sedie in vimini. A pochi passi, spigoloso e antico, un baule disegna un volume geometrico al centro del ritaglio visivo. L’evocazione del mare avvolge ogni fattore, anche oltre il boccascena. Due giovani si fanno avanti progressivamente, si concedono agli occhi del pubblico, raccontano storie, presentano le vite intrecciate e conflittuali di Pierre e Jean Roland, fratelli. Pierre è un medico, dinamico e arguto, spesso appeso ai fili d’un sogno rincorso velocemente; Jean è un avvocato, stretto nell’eleganza del suo vestito stirato, incatenato in quel gioco formale che trasforma l’esistenza in un cerimoniale d’apparenze. (...) Si parla del presente nella performance, comunicando con le intuizioni di Maupassant, lo si fa secondo una prospettiva necessaria che abbraccia la morale più naturale del teatro, quella che scorre tra il pubblico in platea cercando modelli da rappresentare, quella che fa della materia umana un indeterminato canovaccio di motivi a cui attingere, da cui trarre ricchezza e insegnamento. E di questa naturalezza si dipinge l’intero spettacolo teso al recupero del teatro di parola, alla valorizzazione della scrittura drammaturgica capace di sostenere autonomamente l’intero impianto scenico. Alle dimensioni visive, caratterizzanti, descrittive, mimetiche della parola fa da contrappeso un contributo registico lineare e asciutto, strutturato e modellato sulle potenzialità espressive dei personaggi, concepito per mettere in primo piano la capacità interpretativa degli attori Raffaele Ausiello e Carlo Caracciolo. Una scelta rischiosa in un teatro che fa della vocalità e del corpo scenico il privilegiato strumento di comunicazione col pubblico, una scelta che premia la buona capacità degli attori di tenere il ritmo drammaturgico e reinventarlo nel disegno concepito da Rosario Sparno.
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